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Intenzione di proporre una restrizione per 5 sali di cobalto.

Aperta una call for evidence sugli usi di queste sostanze da parte di operatori professionali e industriali

21/09/2017

Lo scorso 20 Luglio l’ECHA ha trasmesso la sua intenzione a voler presentare una proposta di restrizione riguardante 5 sali di cobalto.

La proposta, che verrà presentata tra circa un anno (luglio 2018), prevede la restrizione all’immissione sul mercato di alcune sostanze chimiche e all’uso sia professionale che industriale dei sali di cobalto nei casi in cui non sia possibile dimostrare un adeguato controllo del rischio. Inoltre, questa restrizione potrà essere attuata anche imponendo condizioni operative e misure di gestione del rischio.

I sali di cobalto che verranno coperti da tale restrizione sono quelli di seguito indicati:

Nome N. CE N. CAS
Cobalto solfato 233-334-2 10124-43-3
Cobalto dicloruro 231-589-4 7646-79-9
Cobalto dinitrato 233-402-1 10141-05-6
Cobalto carbonato 208-169-4 513-79-1
Cobalto diacetato 200-755-8 71-48-7

Questi 5 sali di cobalto erano già stati prioritizzati per la loro inclusione nell’All. XIV al REACH (in occasione della terza raccomandazione di ECHA del dicembre 2011) poiché erano stati precedentemente identificati come SVHC in virtù della loro classificazione come cancerogeni e tossici per la riproduzione di cat. 1B secondo i criteri del CLP, e di conseguenza inseriti in Candidate list.

Nel dicembre 2012, circa un anno dopo la terza raccomandazione, la Commissione europea (COM) ha richiesto all’ECHA di effettuare una ricerca sugli usi di questi 5 sali di cobalto partendo dal fatto che un uso (ad esempio trattamento di superfici) di queste sostanze presentava un rischio per la salute umana che non era adeguatamente controllato e per questo necessitava di essere di studiato in dettaglio. La conseguenza immediata di questa richiesta è stato il posticipo dell’inclusione nell’All. XIV dei 5 sali di cobalto.

Nel Luglio del 2013 ECHA ha concluso questa ricerca presentando alla COM un dettagliato rapporto di studio nel quale evidenziava alcune incertezze su come queste 5 sostanze manifestassero il loro potere cancerogeno. Al fine di chiarire tali incertezze, l’ECHA ha quindi commissionato una valutazione esperta su questo specifico endpoint. Tale valutazione è stata effettuata dal RAC concludendo che i 5 sali di cobalto sono cancerogeni genotossici per via inalatoria con un meccanismo di azione privo di soglia.

In seguito a questa valutazione tossicologica, l’ECHA nel 2016 ha trasmesso alla COM un rapporto aggiornato che includeva anche informazioni specifiche derivanti dai recenti aggiornamenti dei dossier di registrazione sugli usi e i profili di esposizione di queste 5 sostanze. Sulla base delle curve dose-risposta relative agli effetti cancerogeni e dei dati di esposizione presenti nei dossier di registrazione, l’ECHA ha concluso che l’esposizione ai 5 sali di cobalto in forma polverizzata (comprese le forme granulari e in polvere) presenta un rischio di cancro al polmone nel range di 10-3/10-2 (approccio conservativo).

Queste conclusioni hanno quindi confermato le prime considerazioni della COM sul rischio derivante dall’uso dei 5 sali di cobalto, e per questo motivo è stata immediata la richiesta ad ECHA di preparare un fascicolo secondo l’All. XV sugli usi di queste sostanze.

In considerazione di tutti gli usi dei 5 sali di cobalto, l’ECHA dovrebbe identificare quelle forme fisiche e quegli usi per i quali il rischio non è adeguatamente controllato, e convogliare tali rischi identificati attraverso appropriate misure di gestione degli stessi, che possano essere in grado di minimizzare l’esposizione dei lavoratori e degli utilizzatori professionali. Per tali ovvie ragioni, l’ECHA ha aperto una call for evidence al fine di raccogliere informazioni sui seguenti aspetti:

a) Usi identificati come intermedi.
L’ECHA è interessata a conoscere per ognuno degli usi come intermedio la reazione chimica in cui si utilizzano i sali di cobalto e le sostanze in cui essi vengono trasformati. Se possibile viene richiesto anche di fornire informazioni se la fabbricazione dei sali di cobalto e la sintesi di altre sostanze a partire da essi ha luogo nello stesso sito, ad esempio se i sali di cobalto sono utilizzati come intermedi isolati o trasportati.

b) Alternative per ogni uso industriale e professionale e per ogni uso specifico o settore industriale.
Si richiede di includere anche informazioni riguardanti altri composti del cobalto o altre tecnologie. Nel caso in cui non siano disponibili alternative, sarebbe comunque utile ricevere informazioni sulle possibili difficoltà tecniche ed economiche correlate alla sostituzione, prezzi di sostanze o tecnologie alternative ed ogni altra pertinente informazione sui costi di sostituzione

c) Impatto della restrizione sull’uso dei sali di cobalto in forma polverizzata.
In questo caso si auspica che le informazioni possano arrivare da ogni attore della supply chain (fabbricanti, importatori, distributori, PMI, ecc.) essendo un uso avente un potenziale di esposizione dei lavoratori attraverso la via inalatoria più alto rispetto ad altre forme (soluzione, granulati, ecc.).

d) Impatto economico sull’introduzione di misure di ingegneria addizionali o di altre misure.
Le informazioni utili riguarderanno ogni misura di ingegneria addizionale (sistemi chiusi, incremento dell’automatismo, ecc.) o di altre misure aggiuntive in grado di migliorare la gestione di tali sostanze.

e) Volumi utilizzati.
Viene richiesto di fornire informazioni sui volumi utilizzati in tutti i settori e sugli andamenti degli ultimi 10 anni, così come una previsione delle future richieste di mercato per queste sostanze.

La scadenza per la trasmissione di tali informazioni è stata fissata al 28 settembre 2017 mediante il seguente indirizzo internet: Link

Ricordiamo che la trasmissione delle informazioni potrà essere fatta in maniera confidenziale e l’ECHA assicura il loro trattamento come tale.

Per ulteriori approfondimenti:
Link 1

Link 2

Link 3

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